Tecnica che si avvale di diverse sostanze chimiche per ottenere un’esfoliazione della pelle in modo più o meno delicato e progressivo. È indicato per il trattamento del crono e fotoaging, discromie, cicatrici superficiali, acne lieve/moderata. Il trattamento conferisce, nel tempo, compattezza, luminosità e miglioramento del tono della pelle.

  • Anestesia: nessuna
  • Durata del trattamento: dai 20 ai 40 minuti
  • Tecnica: dopo un’accurata pulizia della cute, si applica la sostanza chimica scelta in relazione al tipo di pelle ed all’inestetismo che si vuole trattare. Dopo un adeguato periodo di posa, la sostanza viene rimossa con acqua o con soluzione fisiologica. Si applica crema idratante/lenitiva e schermo solare ad altissima protezione.
  • Subito dopo il trattamento: possibile rossore da lieve a moderato. Esfoliazione di grado lieve o medio e della durata variabile da 2 a 5 giorni, a seconda del tipo di peeling effettuato. Sono necessarie più sedute da eseguirsi a distanza di 1 o più settimane l’una dall’altra in rapporto al tipo di sostanza chimica utilizzata per il peeling.
  • Ritorno al sociale: immediato per i peeling superficiali

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                        Che cos’è un peeling? Peeling (dall’inglese to peel) significa rimozione rapida e controllata dei piani esterni del rivestimento cutaneo mediante l’applicazione locale di sostanze (per lo più acidi organici a catena corta) in grado di scindere i legami che tengono unite le cellule (cheratolisi). In base alla potenza dell’agente cheratolitico utilizzato, il peeling può essere superficiale, medio-superficiale, medio-profondo, profondo. I peeling più profondi oltre ad agire più energicamente sull’epidermide, possono direttamente stimolare la riattivazione delle cellule del derma; per contro, si tratta di procedure più aggressive con tempi di guarigione più lunghi. Dopo il peeling i tessuti rimossi vengono rigenerati e si assiste ad un ripristino dell’integrità cutanea.

                        Quali obiettivi si vogliono raggiungere con il peeling? Nella pelle invecchiata e stanca si determina un rallentamento del ricambio delle cellule dell’epidermide, con incremento relativo dello spessore dello strato corneo. La cute assume un aspetto opaco, grigiastro, perde di elasticità e diviene scabrosa al tatto, mentre il diseguale accumulo di melanina si esprime con la comparsa di macchie. I peeling superficiali e medio-superficiali (soft peelings), attraverso la rimozione dello strato corneo, rendono immediatamente più luminosa la superficie cutanea che acquisisce anche una maggior levigatezza e una consistenza più elastica. Gli elementi proliferanti sono costretti a incrementare la velocità del ricambio, mentre la rimozione dei depositi intracellulari di pigmento schiarisce il colorito e attenua le macchie. Tali benefici sono transitori. La periodica reiterazione del trattamento è in grado di rendere molto più duraturi i cambiamenti dell’epidermide, nella quale viene sollecitata la sintesi di particolari segnali biochimici che, diffondendo verso il derma sottostante, ne rivitalizzano le funzioni fino a provocare un aumento della biosintesi di collagene. Gli acidi utilizzati più di frequente sono: mandelico, glicolico, piruvico, salicilico, tricloroacetico.

                        E’ un trattamento doloroso? Durante la seduta del peeling il paziente avverte una sensazione di bruciore, di intensità variabile ed in relazione anche al grado di sensibilità individuale, che scompare non appena l’acido viene neutralizzato per lasciar spazio ad una percezione di calore, legata alla vasodilatazione locale. Il disagio è, normalmente, assai ben tollerato.

                        Che tipo di risultati si ottengono con il peeling? In modo ragionevolmente realistico da un peeling e, a maggior ragione dalla reiterazione del trattamento, è lecito attendersi i seguenti risultati:

  • Maggiore levigatezza ed elasticità della superficie epidermica che fornisce, se sfiorata con le dita, una sensazione più vellutata;
  • Miglior lucentezza della pelle, per eliminazione delle irregolarità della superficie che portano al prevalere dei fenomeni di rifrazione ottica su quelli di riflessione;
  • Lieve riduzione del diametro degli osti follicolari (i cosiddetti pori), il che rende più delicata la tessitura cutanea;
  • Maggiore uniformità del colorito cutaneo con attenuazione delle iperpigmentazioni, soprattutto se i peeling vengono ripetuti e si associa l’uso di prodotti depigmentanti;
  • Attenuazione delle rughe più sottili (in seguito a trattamenti reiterati);
  • Leggero livellamento delle cicatrici da acne (in seguito a trattamenti reiterati);
  • Rallentamento della progressione dei segni dell’invecchiamento cutaneo (in seguito a trattamenti reiterati).

Non è possibile preventivare in modo esatto l’entità di tali miglioramenti, poiché gli aspetti quantitativi e qualitativi della risposta e la durata della terapia necessaria per ottenerla dipendono, come sempre in medicina, da molteplici fattori quali il tipo di compromissione iniziale e la sua gravità/evolutività, l’eventuale presenza di altre condizioni morbose concomitanti, l’età, la reattività individuale, le condizioni ambientali, l’alimentazione, lo stile di vita.

                        Quali sono le principali indicazioni di un peeling? Entro i limiti sopraesposti tutti i quadri connessi all’invecchiamento cutaneo, da quelli più iniziali ai più avanzati, trovano possibilità di miglioramento con i soft peelings. Come regola tale terapia viene inserita in un programma più ampio, di volta in volta impostato sulla base delle problematiche del paziente.

                        Esistono delle controindicazioni al peeling? Ovviamente una controindicazione assoluta esiste in caso di allergia accertata nei confronti dell’acido prescelto o degli eccipienti. In generale è preferibile rimandare il trattamento in presenza di Herpes simplex in fase attiva, dermopatie varie, lesioni flogistiche in corso o in via di cicatrizzazione, ferite chirurgiche, peelings recenti con altre sostanze, esiti di dermoabrasione, crioterapia, scottature solari, rasature, cerette. In ogni caso, sarà il medico a valutare l’intervallo di tempo da far trascorrere prima di effettuare un peeling. L’impiego di tretinoina non costituisce una controindicazione assoluta, ma deve indurre ad una valutazione caso per caso. Il rischio di iperpigmentazioni è particolarmente alto nei soggetti con carnagione scura, al punto che un fototipo alto è considerato una controindicazione relativa al peeling.

                        Ci possono essere delle reazioni negative dopo il peeling? Dopo il peeling possono evidenziarsi aree di arrossamento e disepitelizzazione che, in qualche caso, si coprono di crosticine per poi risolversi, spontaneamente, in qualche giorno. Sia pur raramente le lesioni possono assumere aspetti di maggiore gravità. Reazioni infiammatorie e fenomeni infettivi locali possono presentarsi anche se il trattamento è stato correttamente eseguito, tuttavia si risolvono rapidamente in modo spontaneo o con opportuna terapia. Inoltre, è possibile la comparsa nei giorni successivi al peeling di piccole lesioni pustolose, di manifestazione da Herpes simplex (in soggetti predisposti), di dermatite periorale. Gli acidi, per la loro azione esfoliante, possono favorire un aumento della perdita di acqua per evaporazione, accentuando in alcuni casi la sensazione di secchezza cutanea.

                        Vi possono essere reazioni negative permanenti? Possibili effetti collaterali sono dati da: eritema persistente (arrossamento delle aree trattate che si protrae per settimane o mesi); iperpigmentazioni come esito delle complicazione infiammatorie e in caso di inadeguata foto-protezione delle aree trattate (scompaiono dopo opportuna terapia); esiti cicatriziali (rappresentano fenomeni del tutto eccezionali).

                        Cosa bisogna fare e non fare PRIMA del peeling? E’ consigliabile far precedere il peeling da un adeguato check-up cutaneo e da una fase di preparazione e normalizzazione, durante la quale far uso di opportuni prodotti cosmetici secondo le indicazioni del medico. Si raccomanda inoltre di evitare tutti i trattamenti locali che possono in qualche modo irritare la pelle o provocare alterazioni cutanee. E’ preferibile recarsi dal medico senza make-up evitando l’uso di prodotti dopobarba e la stessa rasatura.

                        Cosa bisogna fare e non fare DOPO il peeling? Nel giorno in cui è stato eseguito il peeling ed in quello immediatamente seguente è consigliabile limitare al massimo l’applicazione di ogni genere di prodotti sulla cute, poiché lo scompaginamento della barriera cutanea facilita il passaggio anche di molecole normalmente non permeabili. Per velocizzare il processo di rinnovamento cellulare e ridurre la secchezza cutanea conseguente all’esfoliazione il medico consiglierà cosmetici specifici. Sarà inoltre necessario seguire le seguenti regole:

  • Evitare nel modo più rigoroso l’esposizione al sole o alle lampade abbronzanti per almeno 4 settimane e applicare con regolarità uno schermo solare secondo le indicazione del medico;
  • Non usare prodotti abrasivi, tonici a base alcolica, detergenti saponosi, non grattare o strofinare la pelle nelle aree trattate, non asportare manualmente le eventuali crosticine sulle aree di disepitelizzazione.

     

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