Il laser Q-switched trova indicazione in medicina estetica per il trattamento di tutte le lesioni cutanee pigmentate acquisite o congenite e delle macchie, è efficace per l’attenuazione di couperose, teleangectasie e capillari e permette la rimozione completa dei tatuaggi. Il laser Q-switched si basa sul principio della fototermolisi; svolge un’azione di fotoablazione superselettiva grazie all’ emissione di una luce potentissima per una durata di tempo infinitesimamente breve, nell’ordine di pochi nanosecondi, in modo che l’effetto del suo raggio si concentri quasi esclusivamente entro i limiti delle particelle di pigmento che costituiscono il suo bersaglio, mentre gli strati esterni della cute vengono oltrepassati senza danno. E’ possibile calibrare il raggio del laser Q-switched su varie lunghezze d’onda, secondo il colore del bersaglio da colpire e la profondità in cui si trova. Il suo effetto foto acustico, che si concentra nel punto di impatto, danneggia le particelle colorate che vengono in seguito degradate e riassorbite dall’organismo.

  • Anestesia: pomata anestetica locale
  • Durata della seduta: 20-60 minuti a seconda dell'area da trattare
  • Tecnica: dopo aver rasato e disinfettato la zona da trattare, si passa con il manipolo laser sulla cute.
  • Subito dopo il trattamento: fastidio o bruciore nelle prime 24 ore. Formazione di croste e bollicine sulla pelle trattata nei primi 3-10 giorni. Applicazione di unguenti antibiotici sulla parte trattata fino alla guarigione (3-10 giorni). Per 15 giorni: rossore della pelle. Per 1 mese: evitare la diretta esposizione della cute trattata al sole e alle temperature estreme.
  • Risultati e loro durata: Nel migliore dei casi, a completamento del ciclo di trattamento potrà rimanere, in corrispondenza del tatuaggio rimosso, una sorta di ombra chiamata “fantasma del tatuaggio”. Essa potrà permanere alcuni anni o anche per sempre.
  • Ritorno al sociale: immediato

 

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                        Come funziona la rimozione di un tatuaggio? Il tatuaggio è un “disegno” che si ottiene iniettando nel derma pigmenti colorati, utilizzando, di solito, un dispositivo elettrico dotato di micro aghi. Gli aghi penetrano a una profondità di oltre un millimetro, dove la cute non è soggetta a continuo ricambio come nello strato superficiale, facendo si che il tatuaggio risulti permanente. Fin dalla fine degli anni ’70 si sono fatti vari tentativi di rimuovere i tatuaggi dalla cute, con varie tecniche di abrasione cutanea e laser di vecchia generazione che emettevano radiazioni luminose continue, provocando inevitabilmente ustioni e cicatrici sulla pelle; oggi è possibile rimuoverli in modo sicuro, efficace e non invasivo sfruttando il principio della fototermolisi selettiva del laser Q-switched, che ha la prerogativa di indirizzarsi solo sul pigmento del tatuaggio, senza irradiare il suo calore al tessuto cutaneo circostante. Possono essere utilizzate diverse lunghezze d’onda per bersagliare i vari colori che compongono un disegno. Le cellule pigmentate, colpite dal raggio laser, vengono distrutte e successivamente riassorbite dall’organismo. 

                        Quando è indicata la rimozione e quanto è efficace il trattamento? Con il passare degli anni può accadere che i nostri gusti e le nostre propensioni cambino, e che una frase, una parola o un’immagine che abbiamo scelto di portare sul corpo non ci sia più gradita, o addirittura ci causi imbarazzo. Cancellare il tatuaggio indesiderato è possibile, ma è necessario rivolgersi ad un medico esperto prima di poter stabilire, in base alla sede, alle dimensioni ed ai colori, se la rimozione può avvenire con successo. La rimozione completa si verifica nel 90% dei casi, ma a causa delle innumerevoli combinazioni di inchiostri utilizzati e profondità di introduzione nella cute, il medico può fare solo un’ipotesi del risultato definitivo e delle sedute indicativamente richieste.

                        Come funziona la tecnica di rimozione del tatuaggio? La rimozione dei tatuaggi richiede una serie di accortezze propedeutiche al buon risultato. Prima di tutto è indispensabile proteggere la porzione di cute dove ha sede il tatuaggio dalla luce solare diretta nei tre mesi precedenti al trattamento; ciò evita che il raggio laser vada a colpire la melanina, che si trova nell’ epidermide al di sopra dei macrofagi contenenti il pigmento del tatuaggio,  arrivando con minor efficacia al vero bersaglio da colpire. Prima di ogni seduta la zona da trattare deve essere rasata, e se il tatuaggio da rimuovere è esteso o si trova in una zona sensibile si può applicare un anestetico topico. La cute intorno al disegno viene protetta applicando un gel specifico, quindi si inizia passando il manipolo sulla zona da trattare ed inviando gli impulsi impostati su lunghezze d’onda specifiche per ogni colore del tatuaggio da rimuovere. 

                        Come agisce il laser sulle macchie cutanee? Con il laser Q-switched è possibile trattare la maggior parte delle macchie cutanee superficiali (ipercromie), siano esse acquisite o congenite. Le macchie cutanee possono essere dovute al naturale processo di invecchiamento della pelle, ma anche ai danni dell’esposizione solare, a disturbi ormonali, assunzione di alcuni farmaci o malattie sistemiche ed endocrine. Le lesioni iperpigmentate, specialmente se presenti sul volto, sono molto antiestetiche. Possono essere cancellate grazie alla distruzione selettiva dei melanosomi  che avviene per l’ effetto termico e fotomeccanico del raggio laser.  Dopo la disgregazione dei melanosomi, il pigmento profondo viene eliminato attraverso le cellule fagocitarie, mentre quello più superficiale per via transepidermica. Il laser Q-Switched è in grado di intervenire selettivamente sulle zone iperpigmentate lasciando intatti i tessuti circostanti e riducendo così i tempi di recupero. Le sedute sono di breve durata e consentono l’immediata ripresa delle attività.

                       Quante sedute sono necessarie? Per cancellare completamente un tatuaggio professionale di colore scuro possono essere sufficienti 5/6 sedute (ad intervalli di 30 giorni), mentre per i tatuaggi multicolori può esser necessario un trattamento più lungo e complesso, dal momento che bisogna colpire ciascun colore con lunghezze d’onda diverse. Alcuni pigmenti vengono eliminati efficacemente fin dalle prime applicazioni (il blu, il nero, il rosso, l’arancione ed il viola), altri (come giallo e verde) richiedono grande competenza per poter essere trattati e scompaiono progressivamente durante le varie sedute, risultando in alcuni casi addirittura impossibili da cancellare. Se il tatuaggio è amatoriale o estetico, quindi eseguito a profondità minore e con inchiostri meno stabili, sono necessarie meno sedute.

                        Cosa devo fare o non fare prima di sottopormi ad una seduta di trattamento? É indispensabile evitare di esporre al sole o alle lampade abbronzanti la porzione di cute che deve essere trattata con il Q-switched fin dai 3 mesi precedenti la prima seduta laser. In caso contrario, il raggio laser individuerebbe come bersaglio la melanina, che si trova nell’epidermide, proprio al di sopra dei macrofagi contenenti i pigmenti, arrivando con meno efficacia al vero obiettivo. Prima di ogni seduta la cute deve essere rasata, e può essere applicato un anestetico topico circa un’ora prima, specialmente se la zona da trattare è esteso o particolarmente sensibile.

                        Cosa dovrò fare il giorno della seduta? La seduta laser si svolge in ambulatorio e si solito ha una durata di 20/30 minuti. Dopo aver protetto la cute circostante con un gel specifico, l’operatore procede passando il manipolo sulla zona dove da trattare, inviando gli impulsi precedentemente regolati su lunghezze d’onda specifiche per ogni inestetismo oppure per il colore del pigmento da rimuovere. In quest’ultimo caso va considerato che l’eliminazione dei pigmenti non è subito visibile; questi, infatti, vengono frantumati, ed il sistema immunitario li riassorbe successivamente. Dopo il trattamento è possibile riprendere le normali attività, avendo cura di applicare impacchi di ghiaccio nelle prime ore, e proseguire con creme idratanti e lenitive, secondo le indicazioni del medico, per una settimana circa. La seduta successiva in genere può essere effettuata dopo 30 giorni.

                        Ci sono accorgimenti per il post trattamento? Il miglior risultato estetico dopo il trattamento laser si ottiene attenendosi scrupolosamente ai consigli medici, validi per tutti i pazienti, ma in special modo per coloro che tendono a formare cicatrici ipertrofiche o cheloidee. Nelle prime 24 ore è utile applicare impacchi freddi, ma evitando di bagnare la zona trattata. Nei giorni successivi si deve usare, anche più volte al giorno, una crema idratante, evitando di sfregare l’area o di intervenire sulle eventuali vescicole, per scongiurare il rischio di infezione e la formazione di cicatrici. Sauna e piscina sono assolutamente da evitare fino alla completa normalizzazione dell’aspetto della cute. Dopo un mese circa si può ripetere l’applicazione del laser, se ancora non è avvenuta la rimozione completa dell’inestetismo o dei pigmenti del tatuaggio. É indispensabile evitare di esporre al sole o alle lampade abbronzanti la porzione di cute che deve essere trattata con il Q-switched fin dai 3 mesi precedenti la prima seduta laser. In caso contrario, il raggio laser individuerebbe come bersaglio la melanina, che si trova nell’epidermide, proprio al di sopra dei macrofagi contenenti i pigmenti, arrivando con meno efficacia al vero obbiettivo. 

                        Possono verificarsi complicazioni? Infezioni cutanee, ovvero herpes virus (i portatori sani devono assumere farmaci antivriali prima dell’intervento) e infezioni batteriche (consigliato l’utilizzo di unguenti antibiotici dopo l’intervento). Le infezioni sono possibili a seguito di qualsiasi procedura traumatica eseguita sulla pelle e i farmaci sopra riportati sono generalmente, ma non sempre, sufficienti per prevenirle, col rischio di produzione di cicatrici. Infine, possono comparire eritema persistente e/o discromie (ipo o iper pigmentazione delle cute trattata): possono essere provocate, nel corso delle prime settimane successive al trattamento, dalla diretta esposizione al freddo eccessivo o a eccessive fonti di calore e al sole troppo forte.

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